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IL FIGLIO DI FELA, CREATORE DELL'AFROBEAT, CON UN DISCO CHE DENUNCIA 1 PROBLEMI DEL SUO PAESE
Molte cose da cambiare in Africa. E Seun Kuti comincia cantando
Problemi africani: li canta Seun Kuti e li ha narrati il per primo Pela Anikulapo, creatore dell'Afrobeat e uno tra i musicisti più amati in Nigeria.
Era così riverito che quando morì, nel 1997, il suo corpo fu esposto in una teca sul balcone di casa, come un santo. Seun, 26 anni, è il terzo figlio. Il filo rosso del suo debutto, Many Things, passa attraverso gli Egypt 80, il gruppo che dal 1977 accompagnò Pela e che prima si chiamava Africa 70; filo che si stringe attorno a quell'Africa in fiamme ritratta nel ed: aspro e fiero, con la stessa potenza narrativa di Eminem, la forza musicale di Miles Davis e spirituale di Bob Marley.
Il brano che titola il disco si apre con un discorso del presidente nigeriano Olusegun Obasanjo che spiega come ha migliorato il Paese. Ma è un'illusione: «Abbiamo problemi per avere una casa, per trovare un lavoro, per andare a scuola, etnici e col governo», dice Seun, mentre una sezione ritmica e di fiati accende il fuoco. Don't Give That Shit ToMe parte con un sassofono e una chitarra funky in stile James Brown: «Non raccontare stronzate all'Africa», canta.
La politica è violenza, la politica significa ignoranza, la politica usa droghe, la politica usa bombe, la politica ha bisogno di sangue, la politica ha bisogno di lacrime, la politica significa bugie: la politica uccide".
In un disco venato di rabbia, infinita tristezza, gioia e malinconia intitolato La Radiolina, Manu Chaotrendy e alla moda che queste sono pippe inutili; altri più vecchi e che sanno di politica diranno con sufficicenza che queste sono robe adolescenziali. Altri giovani ultra politicizzati dei centri sociali discuteranno a lungo sul "compagno" Manu Chao oggi diventato borghese e qualunquista, venduto perché tanto lui i soldi ce li ha.
ritorna a dire la sua nel suo mondo. Il cinismo imperante farà dire ai più giovani

"Questo cielo così bianco" diceva Andrea Pazienza nel suo lavoro più intenso e terribile, Pompeo. Era un cielo indifferente alle vicende degli uomini, che fa sentire impotenti di fronte a ciò che è più grande. Questo senso di vuoto, questo arrancare nel buio, viene raccontato dal più importante gruppo rock italiano nel suo nuovo album, L'eclissi. Che fin dal titolo parla in metafora di un'Italia dove vivere è sempre più difficile.
A spiegarlo con il suo stile appassionato e potente e Roberto Saviano una delle fugure più importanti tra quei giovani che oggi si ribellano alle eredità maslane del nostro paese.
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